mercoledì 29 ottobre 2008

L’ultima fuga




Il mio nome è Ecuba e io sono l’ultima.
Io sono l’ultima di una razza maledetta e perseguitata fin sulle cime dei monti. Posso sentire i passi e l’odore del nemico, mentre mi dà la caccia, guidato dai suoi schiavi. Non c’è tregua, né di giorno né di notte. Dove non può la violenza, agisce l’inganno. Ferro e veleni, insidie e violenza mi stringono in un cerchio sempre più stretto, che la fame rende ormai impossibile evitare. Non ho scampo, questo mi è chiaro, ma se anche ne avessi, a che scopo fuggire?
Io sono l’ultima. Ho visto cadere tutti: i miei genitori, i miei fratelli, le mie sorelle, i miei compagni, uno ad uno sono morti. E i miei piccolini! Anche loro, senza pietà, caduti tutti nelle mani degli assassini.
Ululo lungamente alla luna e il mio è d’upupa lugubre un urlo, luttuoso all’infinito.
Io sono l’ultima. Domani il sole sorgerà, ancora una volta, per poi lasciare il cielo alla luna. E quando l’aurora si leverà nuovamente non ci saranno più lupi nella valle.
Perché io sono l’ultima.



Note storiche
L’ultimo lupo fu ucciso nella Valle Strona nel 1927 all'alpe Mazzucher, alle pendici del Pizzo Camino, da un cacciatore che lo inseguì per un giorno intero dall'alpe Campo sopra Forno dove aveva assalito un gregge di pecore.

Ecuba, ultima regina di Troia, dovette assistere alla distruzione della città e allo sterminio della sua famiglia e del suo popolo.

4 commenti:

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.